Giovanni Segantini
Espressioni di emozioni purissime. I quadri del pittore trentino varrebbero da soli il viaggio a Canazei. Ad ospitarli è uno spazio confortevole con zona living ampia e panoramica. Il calore del fuoco e della sauna invitano a saziarsi della luce e dei colori dei dipinti e della natura circostante.
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Questo spazio custodisce un mondo artistico unico
Lasciatevi guidare da chi lo racconta ogni giorno e scoprite l’ispirazione dietro la camera.
- Sauna a infrarossi in cirmolo
- Caminetto elettrico a vapore
- Balcone privato vista Col Rodella
- Materassi di alta qualità
- Minibar e cassaforte
- Smart Tv multilingua
- Pavimenti in legno
- Bagno finestrato
- Selezione di frutta all’arrivo
- Pillow menu con selezione di cuscini
- Soffice coperta
- Linea cortesia con prodotti naturali di alta gamma
- Bollitore e selezione di infusi, tè e caffè
- Confortevoli accappatoi, asciugamani, teli sauna e pantofole
- Rete Wi-Fi ad alta velocità, a banda larga in fibra ottica
- Servizio di Housekeeping due volte al giorno
- Comodo Calzascarpe con spazzola
- Ombrello
- Topper
- Scelta del piumino e mise en place del letto
- Borsa della biancheria in tessuto
- Due coperte in lana merino Montura
- Regolazione della temperatura in camera
Giovanni Segantini
Pittore tra i massimi esponenti del divisionismo, nasce ad Arco (TN), allora sotto la dominazione austriaca, da una famiglia in gravi ristrettezze economiche.
All’età di sette anni, dopo la morte della madre, viene affidato alla sorellastra Irene a Milano. Qui, senza una vera e propria famiglia, vive una vita randagia che lo porterà ad essere arrestato e rinchiuso in riformatorio nel 1870, dove rimarrà per tre anni.
Affidato successivamente al fratellastro Napoleone, lavora come garzone presso la sua bottega a Borgo Valsugana (TN). Appassionato di pittura e artisticamente dotato, ritorna a Milano nel 1874 dove frequenta per tre anni i corsi serali dell'Accademia di Belle Arti di Brera.
Grazie alle entrate derivanti dal suo lavoro presso una bottega artigiana e dall'insegnamento del disegno, riesce poi a frequentare per due anni i corsi regolari a Brera. Qui stringe amicizie con artisti locali, fra i quali il pittore Emilio Longoni e lo scrittore Carlo Morenzi; espone a Brera e, notato dalla critica, ottiene i primi riconoscimenti.
Fra i suoi primi lavori, influenzati dal verismo lombardo, spiccano le vedute milanesi Il Naviglio a Ponte San Marco e Il Coro della Chiesa di Sant'Antonio.
Nel 1881 si trasferisce in Brianza, lavorando grazie anche al sostegno di Vittore Grubicy, conosciuto anni prima a Milano; collabora con Longoni e sviluppa forme espressive originali e personali.
Le opere di questo periodo sono ispirate alla vita contadina e alle vedute brianzole; nascono i primi capolavori come La Raccolta dei Bozzoli (1882), Zampognari in Brianza (1883) e A Messa Prima (1885).
Arrivano nel frattempo i primi riconoscimenti internazionali, con la medaglia d'oro ad Amsterdam per Ave Maria a Trasbordo e ad Anversa per La Tosatura delle Pecore. Il successo definitivo di questo periodo naturalista arriva con Alla Stanga (1885), oggi esposto alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Nel 1886 si trasferisce in Svizzera, a Savognin nel Canton Grigioni. Qui si avvicina ai movimenti del divisionismo e del simbolismo, dipingendo figure femminili con particolare attenzione al tema della maternità (Le Due Madri, 1889; L'Angelo della Vita, 1895). Segantini riesce tuttavia a far coesistere naturalismo e simbolismo, come nel Trittico della Natura.
Nel 1894 si trasferisce da Savognin a Maloja, presso St. Moritz, in Alta Engadina, alla ricerca di una vita solitaria e mistica. Ispirato dal paesaggio alpino, concepisce un ambizioso progetto per un grande trittico destinato al padiglione dell'Engadina all'Esposizione Universale di Parigi del 1900. Considerato poi troppo costoso e venuto meno il sostegno economico locale, il progetto viene ridimensionato e diventa il celebre Trittico della Natura, esposto nel padiglione italiano.
A soli 41 anni, nel 1899, il pittore muore a causa di un improvviso attacco di peritonite, mentre sta dipingendo sul monte Schafberg, sopra Pontresina.
“Se si volesse discorrere seriamente d'arte, per farsi ben capire ed evitare equivoci, sarebbe necessario far precedere un breve trattato di psicologia. Che altro è l'arte, l'arte bella, vera, elevata, se non l'immagine fotografica, il misuratore che segna il grado di perfezione dell'anima umana?”
Giovanni Segantini
Pittore tra i massimi esponenti del divisionismo, nasce ad Arco (TN), allora sotto la dominazione austriaca, da una famiglia in gravi ristrettezze economiche.
All’età di sette anni, dopo la morte della madre, viene affidato alla sorellastra Irene a Milano. Qui, senza una vera e propria famiglia, vive una vita randagia che lo porterà ad essere arrestato e rinchiuso in riformatorio nel 1870, dove rimarrà per tre anni.
Affidato successivamente al fratellastro Napoleone, lavora come garzone presso la sua bottega a Borgo Valsugana (TN). Appassionato di pittura e artisticamente dotato, ritorna a Milano nel 1874 dove frequenta per tre anni i corsi serali dell'Accademia di Belle Arti di Brera.
Grazie alle entrate derivanti dal suo lavoro presso una bottega artigiana e dall'insegnamento del disegno, riesce poi a frequentare per due anni i corsi regolari a Brera. Qui stringe amicizie con artisti locali, fra i quali il pittore Emilio Longoni e lo scrittore Carlo Morenzi; espone a Brera e, notato dalla critica, ottiene i primi riconoscimenti.
Fra i suoi primi lavori, influenzati dal verismo lombardo, spiccano le vedute milanesi Il Naviglio a Ponte San Marco e Il Coro della Chiesa di Sant'Antonio.
Nel 1881 si trasferisce in Brianza, lavorando grazie anche al sostegno di Vittore Grubicy, conosciuto anni prima a Milano; collabora con Longoni e sviluppa forme espressive originali e personali.
Le opere di questo periodo sono ispirate alla vita contadina e alle vedute brianzole; nascono i primi capolavori come La Raccolta dei Bozzoli (1882), Zampognari in Brianza (1883) e A Messa Prima (1885).
Arrivano nel frattempo i primi riconoscimenti internazionali, con la medaglia d'oro ad Amsterdam per Ave Maria a Trasbordo e ad Anversa per La Tosatura delle Pecore. Il successo definitivo di questo periodo naturalista arriva con Alla Stanga (1885), oggi esposto alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Nel 1886 si trasferisce in Svizzera, a Savognin nel Canton Grigioni. Qui si avvicina ai movimenti del divisionismo e del simbolismo, dipingendo figure femminili con particolare attenzione al tema della maternità (Le Due Madri, 1889; L'Angelo della Vita, 1895). Segantini riesce tuttavia a far coesistere naturalismo e simbolismo, come nel Trittico della Natura.
Nel 1894 si trasferisce da Savognin a Maloja, presso St. Moritz, in Alta Engadina, alla ricerca di una vita solitaria e mistica. Ispirato dal paesaggio alpino, concepisce un ambizioso progetto per un grande trittico destinato al padiglione dell'Engadina all'Esposizione Universale di Parigi del 1900. Considerato poi troppo costoso e venuto meno il sostegno economico locale, il progetto viene ridimensionato e diventa il celebre Trittico della Natura, esposto nel padiglione italiano.
A soli 41 anni, nel 1899, il pittore muore a causa di un improvviso attacco di peritonite, mentre sta dipingendo sul monte Schafberg, sopra Pontresina.
“Se si volesse discorrere seriamente d'arte, per farsi ben capire ed evitare equivoci, sarebbe necessario far precedere un breve trattato di psicologia. Che altro è l'arte, l'arte bella, vera, elevata, se non l'immagine fotografica, il misuratore che segna il grado di perfezione dell'anima umana?”



