Junior suite

Karl Plattner

Una Junior suite di carattere. Si esprime nelle opere dai forti contrasti cromatici, nel mobile antico coi preziosi oggetti delle collezioni della padrona di casa, nei dettagli degli arredi esclusivi. Il rovere della boiserie e il cirmolo della sauna completano l’opera assicurando un sano benessere naturale.

Tutto ciò che ti aspetta
  • Sauna a infrarossi in cirmolo
  • Balcone privato vista Col Rodella
  • Materassi di alta qualità
  • Minibar e cassaforte
  • Smart Tv multilingua
  • Pavimenti in legno
  • Bagno finestrato
Ogni comfort al tuo servizio
  • Selezione di frutta all’arrivo
  • Pillow menu con selezione di cuscini
  • Soffice coperta
  • Linea cortesia con prodotti naturali di alta gamma
  • Bollitore e selezione di infusi, tè e caffè
  • Confortevoli accappatoi, asciugamani, teli sauna e pantofole
  • Rete Wi-Fi ad alta velocità, a banda larga in fibra ottica
  • Servizio di Housekeeping due volte al giorno
  • Comodo Calzascarpe con spazzola
  • Ombrello
  • Topper
  • Scelta del piumino e mise en place del letto
  • Borsa della biancheria in tessuto
  • Due coperte in lana merino Montura
  • Regolazione della temperatura in camera

Karl Plattner

1919 Malles Venosta (Bz) – 1986 Milano

Nasce da padre sudtirolese e madre austriaca, l’ultimo di dieci fratelli di una famiglia molto povera. Il padre, di mestiere lattoniere, muore quando Karl ha solo quattro anni.

Terminata la scuola dell’obbligo, dipinge nel tempo libero dopo il lavoro come garzone presso un imbianchino di Malles; si trasferisce in seguito presso un verniciatore di Bressanone, dove entra in contatto e successivamente lavora con il pittore e restauratore austriaco Fasal. Da questi apprende i segreti dell’affresco e migliora tecnicamente in pittura.

Chiamato alle armi per combattere con l’Italia nella seconda guerra mondiale, ottiene presto però il congedo optando per la cittadinanza tedesca; prima di partire per la Germania gli vengono commissionati diversi dipinti di masi, che i loro proprietari avrebbero portato con sé in Germania in quanto anch’essi optanti per quel paese.

Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Berlino, che però non riesce a frequentare, chiamato alle armi nell’esercito tedesco; nel 1943 chiede e ottiene un congedo per motivi di studio e per un semestre è finalmente a Berlino in Accademia.

Alla fine della guerra torna nella sua valle e subito dopo, nel 1946, organizza la sua prima mostra personale.

Frequenta poi in successione le Accademie di Firenze e di Brera a Milano.

Alla fine degli anni ’40 è per un intero anno a Parigi, dove studia con il pittore e illustratore André Lothe.

Torna poi in Italia a Firenze, Milano e poi in Alto Adige, dove affresca varie chiese, fra le quali quelle di Prato allo Stelvio e Malles.

Tornato a Parigi nel 1950, vi incontra la futura moglie Marie Josephe e svolge il lavoro preparatorio del monumento ai caduti di Naturno e Malles. L’opera viene danneggiata da ignoti e poi nascosta per intervento della Chiesa, che non gradisce l’opera, per essere poi restaurata solo nel 1968.

Segue un periodo trascorso in Brasile, dove espone a San Paolo e dove vede la luce la sua primogenita. Nel 1955 torna a Bolzano per realizzare gli affreschi della sala consiliare della Provincia; per un triennio torna poi in Brasile e qui organizza delle esposizioni e realizza un affresco nella sede del quotidiano Folha da Manhã.

Tornato definitivamente in Europa nel 1958, lavora in Alto Adige, Francia e Austria. Espone senza successo a Milano nel 1963 e realizza poi l’impegnativo ciclo di affreschi della Cappella del Ponte Europa, l’impressionante viadotto austriaco sulla Wipptal, fra il Brennero e Innsbruck.

Nel 1976 è insignito della Medaglia per le Scienze e per le Arti, conferitagli dall’Austria.

Nel 1978 si trasferisce nuovamente con la famiglia a Parigi e poi, a seguito di malattia, per cure nel sud della Francia. Nel piccolo paesino di Cipières trascorre il resto della vita, ad eccezione di brevi intervalli a Parigi, nella sua valle a Burgusio e a Milano, dove si spegne il giorno 8 dicembre 1986.

Junior suite
Karl Plattner
da €130 *
*Prezzo a persona, trattamento Camera e Colazione

Karl Plattner

1919 Malles Venosta (Bz) – 1986 Milano

Nasce da padre sudtirolese e madre austriaca, l’ultimo di dieci fratelli di una famiglia molto povera. Il padre, di mestiere lattoniere, muore quando Karl ha solo quattro anni.

Terminata la scuola dell’obbligo, dipinge nel tempo libero dopo il lavoro come garzone presso un imbianchino di Malles; si trasferisce in seguito presso un verniciatore di Bressanone, dove entra in contatto e successivamente lavora con il pittore e restauratore austriaco Fasal. Da questi apprende i segreti dell’affresco e migliora tecnicamente in pittura.

Chiamato alle armi per combattere con l’Italia nella seconda guerra mondiale, ottiene presto però il congedo optando per la cittadinanza tedesca; prima di partire per la Germania gli vengono commissionati diversi dipinti di masi, che i loro proprietari avrebbero portato con sé in Germania in quanto anch’essi optanti per quel paese.

Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Berlino, che però non riesce a frequentare, chiamato alle armi nell’esercito tedesco; nel 1943 chiede e ottiene un congedo per motivi di studio e per un semestre è finalmente a Berlino in Accademia.

Alla fine della guerra torna nella sua valle e subito dopo, nel 1946, organizza la sua prima mostra personale.

Frequenta poi in successione le Accademie di Firenze e di Brera a Milano.

Alla fine degli anni ’40 è per un intero anno a Parigi, dove studia con il pittore e illustratore André Lothe.

Torna poi in Italia a Firenze, Milano e poi in Alto Adige, dove affresca varie chiese, fra le quali quelle di Prato allo Stelvio e Malles.

Tornato a Parigi nel 1950, vi incontra la futura moglie Marie Josephe e svolge il lavoro preparatorio del monumento ai caduti di Naturno e Malles. L’opera viene danneggiata da ignoti e poi nascosta per intervento della Chiesa, che non gradisce l’opera, per essere poi restaurata solo nel 1968.

Segue un periodo trascorso in Brasile, dove espone a San Paolo e dove vede la luce la sua primogenita. Nel 1955 torna a Bolzano per realizzare gli affreschi della sala consiliare della Provincia; per un triennio torna poi in Brasile e qui organizza delle esposizioni e realizza un affresco nella sede del quotidiano Folha da Manhã.

Tornato definitivamente in Europa nel 1958, lavora in Alto Adige, Francia e Austria. Espone senza successo a Milano nel 1963 e realizza poi l’impegnativo ciclo di affreschi della Cappella del Ponte Europa, l’impressionante viadotto austriaco sulla Wipptal, fra il Brennero e Innsbruck.

Nel 1976 è insignito della Medaglia per le Scienze e per le Arti, conferitagli dall’Austria.

Nel 1978 si trasferisce nuovamente con la famiglia a Parigi e poi, a seguito di malattia, per cure nel sud della Francia. Nel piccolo paesino di Cipières trascorre il resto della vita, ad eccezione di brevi intervalli a Parigi, nella sua valle a Burgusio e a Milano, dove si spegne il giorno 8 dicembre 1986.

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