Junior suite

Luigi Pederiva

L’essenza del nostro Art hotel si respira nell’atmosfera di pace creata dai dipinti dell’artista fassano che ha immortalato la bellezza della valle. Il caldo abbraccio del legno di larice crea un afflato benefico per godere appieno del tramonto sulla val di Fassa. La sauna assicura un ristoro intimo e rinfrancante.

Tutto ciò che ti aspetta
  • Sauna a infrarossi in cirmolo
  • Balcone privato vista Col Rodella
  • Materassi di alta qualità
  • Minibar e cassaforte
  • Smart Tv multilingua
  • Pavimenti in legno
Ogni comfort al tuo servizio
  • Selezione di frutta all’arrivo
  • Pillow menu con selezione di cuscini
  • Soffice coperta
  • Linea cortesia con prodotti naturali di alta gamma
  • Bollitore e selezione di infusi, tè e caffè
  • Confortevoli accappatoi, asciugamani, teli sauna e pantofole
  • Rete Wi-Fi ad alta velocità, a banda larga in fibra ottica
  • Servizio di Housekeeping due volte al giorno
  • Comodo Calzascarpe con spazzola
  • Ombrello
  • Topper
  • Scelta del piumino e mise en place del letto
  • Borsa della biancheria in tessuto
  • Due coperte in lana merino Montura
  • Regolazione della temperatura in camera

Luigi Pederiva

1915 – 2013 Soraga (TN)

In valle era noto a tutti come “Igi Pitor”, spirito libero e anima impressionista con il cavalletto in spalla, viaggiatore instancabile e sognatore a modo suo, come tutti i sognatori, i funamboli e i prestigiatori.

Nato a Soraga, allora terra austriaca – come amava ricordare – e cresciuto tra campi e prati di montagna, Igi ha vissuto numerosi cambiamenti storici e sociali che hanno trasformato radicalmente il suo habitat culturale e artistico portandolo, in quasi 100 anni, a conoscere e ad affrontare tutti i pieni e i vuoti della vita e dell’esistenza.

“I colori sono 3 – diceva- il resto è tutto un caleidoscopio” e ridendo tornava alle sue cose che poi erano le fughe a Venezia o a Fuciade dall’amico Sergio, o in giro per l’Italia e l’Europa con qualche Mostra, o semplicemente a spasso con la sua Lambretta, i suoi colori e le sue tele. Chi ha conosciuto l’Uomo oltre l’Artista sa che Igi creava le sue opere a due mani, l’una quella dell’utilità, del barcamenarsi quotidiano di chi sceglie la pittura paesaggistica come stile di vita, l’altra, la più curata, quella di un cuore che amava e una mente che sognava sorretta da un pensiero nitido, affascinante e alla fine gioioso.

Nel suo cammino artistico ha prodotto oltre 5.000 opere, perlopiù paesaggi dolomitici ma anche mare e gondole, ritratti, nature morte e altro. Sui prati alti fissava ad olio il paesaggio alpino come lo vedeva da anni tanto che alla fine dipingeva a memoria, sorridendo, sapendo che lassù, almeno per lui, nulla sarebbe cambiato, mai.

E oggi, nelle case di Fassa ma non solo, i suoi lavori ricordano i colori della freschezza, di quando vivere e stare all’aria era una scelta fatta aldilà di ogni ragione e di ogni male, come un gioco, un regalo o un canto libero.

Alla fine Igi se ne è andato cantando dopo aver salutato tutti a modo suo, come sempre, come usava fare lui. Dopotutto, i colori sono ancora 3 e il resto è più che mai, più che mai, tutto un caleidoscopio.

Junior suite
Luigi Pederiva
da €130 *
*Prezzo a persona, trattamento Camera e Colazione

Luigi Pederiva

1915 – 2013 Soraga (TN)

In valle era noto a tutti come “Igi Pitor”, spirito libero e anima impressionista con il cavalletto in spalla, viaggiatore instancabile e sognatore a modo suo, come tutti i sognatori, i funamboli e i prestigiatori.

Nato a Soraga, allora terra austriaca – come amava ricordare – e cresciuto tra campi e prati di montagna, Igi ha vissuto numerosi cambiamenti storici e sociali che hanno trasformato radicalmente il suo habitat culturale e artistico portandolo, in quasi 100 anni, a conoscere e ad affrontare tutti i pieni e i vuoti della vita e dell’esistenza.

“I colori sono 3 – diceva- il resto è tutto un caleidoscopio” e ridendo tornava alle sue cose che poi erano le fughe a Venezia o a Fuciade dall’amico Sergio, o in giro per l’Italia e l’Europa con qualche Mostra, o semplicemente a spasso con la sua Lambretta, i suoi colori e le sue tele. Chi ha conosciuto l’Uomo oltre l’Artista sa che Igi creava le sue opere a due mani, l’una quella dell’utilità, del barcamenarsi quotidiano di chi sceglie la pittura paesaggistica come stile di vita, l’altra, la più curata, quella di un cuore che amava e una mente che sognava sorretta da un pensiero nitido, affascinante e alla fine gioioso.

Nel suo cammino artistico ha prodotto oltre 5.000 opere, perlopiù paesaggi dolomitici ma anche mare e gondole, ritratti, nature morte e altro. Sui prati alti fissava ad olio il paesaggio alpino come lo vedeva da anni tanto che alla fine dipingeva a memoria, sorridendo, sapendo che lassù, almeno per lui, nulla sarebbe cambiato, mai.

E oggi, nelle case di Fassa ma non solo, i suoi lavori ricordano i colori della freschezza, di quando vivere e stare all’aria era una scelta fatta aldilà di ogni ragione e di ogni male, come un gioco, un regalo o un canto libero.

Alla fine Igi se ne è andato cantando dopo aver salutato tutti a modo suo, come sempre, come usava fare lui. Dopotutto, i colori sono ancora 3 e il resto è più che mai, più che mai, tutto un caleidoscopio.

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