Junior suite

Mario Schifano

Junior suite dalla forte personalità in cui i toni del blu infondono tranquillità e armonia. Il bosco incantato del bagno a vapore lascia intuire la magia delle leggende ispirate dalle Dolomiti, i cui fianchi si illuminano a sera dietro le ampie vetrate.

Tutto ciò che ti aspetta
  • Cabina a vapore
  • Balcone privato vista Col Rodella
  • Materassi di alta qualità
  • Minibar e cassaforte
  • Smart Tv multilingua
  • Pavimenti in legno
Ogni comfort al tuo servizio
  • Selezione di frutta all’arrivo
  • Pillow menu con selezione di cuscini
  • Soffice coperta
  • Linea cortesia con prodotti naturali di alta gamma
  • Bollitore e selezione di infusi, tè e caffè
  • Confortevoli accappatoi, asciugamani, teli sauna e pantofole
  • Rete Wi-Fi ad alta velocità, a banda larga in fibra ottica
  • Servizio di Housekeeping due volte al giorno
  • Comodo Calzascarpe con spazzola
  • Ombrello
  • Topper
  • Scelta del piumino e mise en place del letto
  • Borsa della biancheria in tessuto
  • Due coperte in lana merino Montura
  • Regolazione della temperatura in camera

Mario Schifano

Homs (Libia) 1934 – Roma 1998

Nasce a Homs, città dell’allora Libia italiana, dove il padre è impiegato del ministero della Pubblica Istruzione.

Artista eclettico, oltre che pittore è anche regista, attore e musicista rock. Esuberante e prolifico, è definito artista maledetto a causa della sua dipendenza dalle droghe.

Sul finire degli anni ’50 prende parte al movimento artistico della Scuola di Piazza del Popolo, a fianco, fra gli altri, di Franco Angeli e Tano Festa. Il gruppo di artisti si riunisce in un noto bar di Roma, il Caffè Rosati, situato proprio a Piazza del Popolo. Fra gli altri intellettuali che frequentano il locale si ricordano gli scrittori Pasolini e Moravia ed il regista Fellini.

È del 1959 la sua prima mostra personale, alla Galleria Appia Antica di Roma. Da allora Schifano si impone nel panorama culturale mondiale grazie a una produzione artistica molto intensa.

Sempre a Roma, il gruppo espone in collettiva nel ’60 alla Galleria La Salita, mentre l’anno successivo Schifano espone personalmente presso la Galleria La Tartaruga.

In un suo primo viaggio a New York conosce Andy Warhol, frequenta la sua Factory e partecipa attivamente agli eventi promossi dal New American Cinema Group.

A seguito di questo viaggio è chiamato a partecipare alla mostra New Realists assieme a Roy Lichtenstein, Warhol e altri artisti emergenti della Pop Art e del New Realism.

Di ritorno da New York, partecipa a mostre a Parigi, Milano e Roma; nel 1964 è ospitato alla XXXII Esposizione Internazionale d’Arte. Sono di questo periodo i quadri Paesaggi Anemici e i primi film in 16 mm Round Trip e Reflex, grazie ai quali si distingue come figura prominente del cinema sperimentale italiano.

A Roma, oltre a frequentare il poeta Ungaretti e il regista Ferreri, conosce Ettore Rosboch, con cui condivide la passione per la musica. I due amici vanno spesso a Londra, dove conoscono i Rolling Stones. Il loro pezzo Monkey Man del ’69 è dedicato a Schifano.

Dopo le sue partecipazioni alle Biennali di San Marino e di San Paolo del Brasile nel 1965, si dedica al cinema collaborando nel 1967 con Marco Ferreri per L’Harem. Grazie a Ferreri, Schifano produce la Trilogia per un massacro, formata dai tre lungometraggi Satellite (1968), Umano non umano (1969), e Trapianto, Consunzione, Morte di Franco Brocani (1969).

Achille Bonito Oliva, nella mostra Vitalità nel negativo nell’arte italiana 1960/70 del 1971, inserisce alcuni quadri di Schifano. Influenzato dagli artisti nordamericani come Jasper Johns, utilizza nelle sue opere numeri e lettere come singoli elementi.

Mario Schifano è molto conosciuto anche per le serie Propagande, dedicate ai marchi Coca-Cola ed Esso; i Paesaggi Anemici, le Vedute interrotte, L’albero della vita e i Campi di grano sono limpidi esempi di Pop Art.

La passione per la fotografia lo stimola a realizzare opere miste, le tele emulsionate, immagini fotografiche sulle quali interviene con la pittura in modo non invasivo.

Schifano è pioniere nell’utilizzo della tecnologia per la sua produzione artistica; è tra i primi ad usare il computer, elaborando le immagini sulle tele emulsionate (le tele computerizzate).

Autore molto prolifico di opere all’apparenza semplici, è preso di mira dai falsari, soprattutto dopo la sua scomparsa per infarto all’età di 64 anni.

Junior suite
Mario Schifano
da €150 *
*Prezzo a persona, trattamento Camera e Colazione

Mario Schifano

Homs (Libia) 1934 – Roma 1998

Nasce a Homs, città dell’allora Libia italiana, dove il padre è impiegato del ministero della Pubblica Istruzione.

Artista eclettico, oltre che pittore è anche regista, attore e musicista rock. Esuberante e prolifico, è definito artista maledetto a causa della sua dipendenza dalle droghe.

Sul finire degli anni ’50 prende parte al movimento artistico della Scuola di Piazza del Popolo, a fianco, fra gli altri, di Franco Angeli e Tano Festa. Il gruppo di artisti si riunisce in un noto bar di Roma, il Caffè Rosati, situato proprio a Piazza del Popolo. Fra gli altri intellettuali che frequentano il locale si ricordano gli scrittori Pasolini e Moravia ed il regista Fellini.

È del 1959 la sua prima mostra personale, alla Galleria Appia Antica di Roma. Da allora Schifano si impone nel panorama culturale mondiale grazie a una produzione artistica molto intensa.

Sempre a Roma, il gruppo espone in collettiva nel ’60 alla Galleria La Salita, mentre l’anno successivo Schifano espone personalmente presso la Galleria La Tartaruga.

In un suo primo viaggio a New York conosce Andy Warhol, frequenta la sua Factory e partecipa attivamente agli eventi promossi dal New American Cinema Group.

A seguito di questo viaggio è chiamato a partecipare alla mostra New Realists assieme a Roy Lichtenstein, Warhol e altri artisti emergenti della Pop Art e del New Realism.

Di ritorno da New York, partecipa a mostre a Parigi, Milano e Roma; nel 1964 è ospitato alla XXXII Esposizione Internazionale d’Arte. Sono di questo periodo i quadri Paesaggi Anemici e i primi film in 16 mm Round Trip e Reflex, grazie ai quali si distingue come figura prominente del cinema sperimentale italiano.

A Roma, oltre a frequentare il poeta Ungaretti e il regista Ferreri, conosce Ettore Rosboch, con cui condivide la passione per la musica. I due amici vanno spesso a Londra, dove conoscono i Rolling Stones. Il loro pezzo Monkey Man del ’69 è dedicato a Schifano.

Dopo le sue partecipazioni alle Biennali di San Marino e di San Paolo del Brasile nel 1965, si dedica al cinema collaborando nel 1967 con Marco Ferreri per L’Harem. Grazie a Ferreri, Schifano produce la Trilogia per un massacro, formata dai tre lungometraggi Satellite (1968), Umano non umano (1969), e Trapianto, Consunzione, Morte di Franco Brocani (1969).

Achille Bonito Oliva, nella mostra Vitalità nel negativo nell’arte italiana 1960/70 del 1971, inserisce alcuni quadri di Schifano. Influenzato dagli artisti nordamericani come Jasper Johns, utilizza nelle sue opere numeri e lettere come singoli elementi.

Mario Schifano è molto conosciuto anche per le serie Propagande, dedicate ai marchi Coca-Cola ed Esso; i Paesaggi Anemici, le Vedute interrotte, L’albero della vita e i Campi di grano sono limpidi esempi di Pop Art.

La passione per la fotografia lo stimola a realizzare opere miste, le tele emulsionate, immagini fotografiche sulle quali interviene con la pittura in modo non invasivo.

Schifano è pioniere nell’utilizzo della tecnologia per la sua produzione artistica; è tra i primi ad usare il computer, elaborando le immagini sulle tele emulsionate (le tele computerizzate).

Autore molto prolifico di opere all’apparenza semplici, è preso di mira dai falsari, soprattutto dopo la sua scomparsa per infarto all’età di 64 anni.

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