Junior suite

Othmar Winkler

35 m2
2/3

Essenziali e spigolosi i dipinti e le sculture di Winkler occupano questa Junior suite dalla personalità nordica. La luce copiosa ne esalta lo stile sobrio ed elegante. Il comodo divano è un abbraccio ideale dove appagarsi dell’incantevole scenario dolomitico. Incanto godibile anche durante un salutare relax nella vasca idromassaggio.

Tutto ciò che ti aspetta
  • Vasca freestanding con idromassaggio
  • Balcone privato con vista sulla Marmolada con due chaise longue con seduta in pelle di pecora
  • Materassi di alta qualità
  • Cabina armadio
  • Minibar e cassaforte
  • Smart Tv multilingua
  • Pavimenti in legno
Ogni comfort al tuo servizio
  • Selezione di frutta all’arrivo
  • Pillow menu con selezione di cuscini
  • Soffice coperta
  • Linea cortesia con prodotti naturali di alta gamma
  • Bollitore e selezione di infusi, tè e caffè
  • Confortevoli accappatoi, asciugamani, teli sauna e pantofole
  • Rete Wi-Fi ad alta velocità, a banda larga in fibra ottica
  • Servizio di Housekeeping due volte al giorno
  • Comodo Calzascarpe con spazzola
  • Ombrello
  • Topper
  • Scelta del piumino e mise en place del letto
  • Borsa della biancheria in tessuto
  • Due coperte in lana merino Montura
  • Regolazione della temperatura in camera

Othmar Winkler

1907 Brunico (Bz) – 1999 Trento

Il padre, per tentare la fortuna in America, abbandona il piccolo Othmar in tenera età, affidandolo all’orfanotrofio di Bressanone, non lontano da Brunico ove era nato; entrambi i centri, come tutto l’attuale Trentino-Alto Adige erano allora sotto la dominazione asburgica.

A 19 anni si trasferisce ad Ortisei in Val Gardena, dove frequenta la locale scuola professionale. Il direttore della scuola prof. Sella apprezza molto le sculture del giovane allievo.

Alla conclusione degli studi nel 1928 si trasferisce presso Emil Demetz, un suo amico scultore residente ad Acqui, in Piemonte. Tramite le conoscenze di Demetz, dopo un paio d’anni trova la possibilità di trasferirsi nella capitale, dove espone per la prima volta. A seguito di una recensione molto positiva sulla rivista “Oggi e Domani”, anche Mussolini visita la mostra. Colpito dalle opere di Winkler, il duce acquista un suo lavoro e nel 1932 convoca lo scultore a Palazzo Venezia per commissionargli il proprio ritratto, una scultura in legno.

Sempre nel 1932, a seguito di un incontro presso l’ambasciata tedesca di Roma, il ministro della propaganda nazista Goebbels lo invita a Berlino. Cinque anni più tardi è ad Oslo, dove incontra il pittore Edvard Munch.

Prima dell’inizio della seconda guerra mondiale torna in Italia, dove decide di rimanere, insegnando nel 1943 per un breve periodo ad Ortisei; sarà licenziato a causa del carattere giudicato inadatto. Segue il trasferimento a Trento con un impiego presso la locale Soprintendenza alla Belle Arti.

Si trasferì allora nel Trentino per lavorare presso la Soprintendenza alla Belle Arti di Trento, dove realizzò la sua prima Via Crucis per la chiesa di San Udalrico a Lavis; qui lavora anche come interprete, attività che lo avrebbe portato a Montecassino, non fosse stato per la sua fuga in Val di Rabbi. Qui scolpisce degli altari lignei; l’arte sacra lignea sarà anche il tema ricorrente del suo lavoro, tra cui molte Via Crucis. La chiesa di Santa Maria Bambina nell’Istituto omonimo di Trento ospita forse la più famosa di queste.

Abbandonata l’arte sacra lignea per la scultura in bronzo di tema profano, realizza nei secondi anni ’50 e primi anni ‘60 varie opere fra le quali il ciclo di bronzi sui I lavori fondamentali dell’Uomo a Bolzano, il monumento a Padre Haspinger a San Martino in Casies, il monumento ai Caduti a Bressanone. Il cimitero di Trento ospita invece due sue opere in marmo: i busti di Cesare Battisti e Alcide Degasperi.

Durante gli anni della contestazione sessantottina esegue centinaia di schizzi dei protagonisti, gli studenti della neonata facoltà di Sociologia di Trento. Nello stesso periodo le sue opere grafiche si ispirano anche alla figura di Michael Gaismair, leader delle guerre contadine del ‘500.

A Strasburgo, nella sede del parlamento europeo, viene esposto nel 1994 il ciclo Storia delle Genti Trentine. Successivamente ad Arco (Tn), la medesima mostra sarà inaugurata presente l’arciduca Otto d’Asburgo.

E’ del 1998 il dono fatto dall’artista alla città di Assisi, colpita dal terremoto, dell’opera bronzea San Francesco straziato.

Othmar Winkler si spegne a Trento l’anno successivo, ma viene sepolto nel piccolo cimitero di Velturno (Bz), suo paese di adozione, dove si era trasferita la madre.

Junior suite
Othmar Winkler
da €190 *
*Prezzo a persona, trattamento Camera e Colazione

Othmar Winkler

1907 Brunico (Bz) – 1999 Trento

Il padre, per tentare la fortuna in America, abbandona il piccolo Othmar in tenera età, affidandolo all’orfanotrofio di Bressanone, non lontano da Brunico ove era nato; entrambi i centri, come tutto l’attuale Trentino-Alto Adige erano allora sotto la dominazione asburgica.

A 19 anni si trasferisce ad Ortisei in Val Gardena, dove frequenta la locale scuola professionale. Il direttore della scuola prof. Sella apprezza molto le sculture del giovane allievo.

Alla conclusione degli studi nel 1928 si trasferisce presso Emil Demetz, un suo amico scultore residente ad Acqui, in Piemonte. Tramite le conoscenze di Demetz, dopo un paio d’anni trova la possibilità di trasferirsi nella capitale, dove espone per la prima volta. A seguito di una recensione molto positiva sulla rivista “Oggi e Domani”, anche Mussolini visita la mostra. Colpito dalle opere di Winkler, il duce acquista un suo lavoro e nel 1932 convoca lo scultore a Palazzo Venezia per commissionargli il proprio ritratto, una scultura in legno.

Sempre nel 1932, a seguito di un incontro presso l’ambasciata tedesca di Roma, il ministro della propaganda nazista Goebbels lo invita a Berlino. Cinque anni più tardi è ad Oslo, dove incontra il pittore Edvard Munch.

Prima dell’inizio della seconda guerra mondiale torna in Italia, dove decide di rimanere, insegnando nel 1943 per un breve periodo ad Ortisei; sarà licenziato a causa del carattere giudicato inadatto. Segue il trasferimento a Trento con un impiego presso la locale Soprintendenza alla Belle Arti.

Si trasferì allora nel Trentino per lavorare presso la Soprintendenza alla Belle Arti di Trento, dove realizzò la sua prima Via Crucis per la chiesa di San Udalrico a Lavis; qui lavora anche come interprete, attività che lo avrebbe portato a Montecassino, non fosse stato per la sua fuga in Val di Rabbi. Qui scolpisce degli altari lignei; l’arte sacra lignea sarà anche il tema ricorrente del suo lavoro, tra cui molte Via Crucis. La chiesa di Santa Maria Bambina nell’Istituto omonimo di Trento ospita forse la più famosa di queste.

Abbandonata l’arte sacra lignea per la scultura in bronzo di tema profano, realizza nei secondi anni ’50 e primi anni ‘60 varie opere fra le quali il ciclo di bronzi sui I lavori fondamentali dell’Uomo a Bolzano, il monumento a Padre Haspinger a San Martino in Casies, il monumento ai Caduti a Bressanone. Il cimitero di Trento ospita invece due sue opere in marmo: i busti di Cesare Battisti e Alcide Degasperi.

Durante gli anni della contestazione sessantottina esegue centinaia di schizzi dei protagonisti, gli studenti della neonata facoltà di Sociologia di Trento. Nello stesso periodo le sue opere grafiche si ispirano anche alla figura di Michael Gaismair, leader delle guerre contadine del ‘500.

A Strasburgo, nella sede del parlamento europeo, viene esposto nel 1994 il ciclo Storia delle Genti Trentine. Successivamente ad Arco (Tn), la medesima mostra sarà inaugurata presente l’arciduca Otto d’Asburgo.

E’ del 1998 il dono fatto dall’artista alla città di Assisi, colpita dal terremoto, dell’opera bronzea San Francesco straziato.

Othmar Winkler si spegne a Trento l’anno successivo, ma viene sepolto nel piccolo cimitero di Velturno (Bz), suo paese di adozione, dove si era trasferita la madre.

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