Junior suite

Riccardo Schweizer

40 m2
2/3

L’ampia Junior suite esprime l’emotività e la razionalità dell’artista cui è dedicata. I forti contrasti cromatici e la tenacia del rovere sono esaltati dalla luce naturale che entra dalle ampie vetrate e che il grande specchio amplifica. Il fuoco del caminetto a parete e il benefico calore della sauna in cirmolo assicurano momenti indimenticabili d’intimità e relax.

Tutto ciò che ti aspetta
  • Sauna a infrarossi in cirmolo
  • Caminetto elettrico a vapore
  • Balcone privato con vista sulle montagne
  • Materassi di alta qualità
  • Minibar e cassaforte
  • Smart Tv multilingua
  • Pavimenti in legno
  • Bagno finestrato
Ogni comfort al tuo servizio
  • Selezione di frutta all’arrivo
  • Pillow menu con selezione di cuscini
  • Soffice coperta
  • Linea cortesia con prodotti naturali di alta gamma
  • Bollitore e selezione di infusi, tè e caffè
  • Confortevoli accappatoi, asciugamani, teli sauna e pantofole
  • Rete Wi-Fi ad alta velocità, a banda larga in fibra ottica
  • Servizio di Housekeeping due volte al giorno
  • Comodo Calzascarpe con spazzola
  • Ombrello
  • Topper
  • Scelta del piumino e mise en place del letto
  • Borsa della biancheria in tessuto
  • Due coperte in lana merino Montura
  • Regolazione della temperatura in camera

Riccardo Schweizer

1925 Mezzano di Primiero (Italia) – 2004 Casez (Italia)

Nato Riccardo Antonio Svaizer, i suoi primi lavori sono degli affreschi dipinti all’età di 11 anni e tutt’ora visibili. Prima di iscriversi nel 1945 all’istituto d’Arte dei Carmini di Venezia frequenta i corsi dell’Istituto Tecnico di Belluno.

Nei primi anni ’50 si trasferisce in Costa Azzurra per conoscere Picasso e frequenta fra gli altri anche Chagall, Legér, Le Corbusier, Cocteau e il poeta Paul Eluard.

Di ritorno in Italia e dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, insegna per un breve periodo in Trentino, ma rinuncia dopo un mese, chiamato da Bruno Saetti che lo vuol come assistente all’Accademia; vi insegna pittura e frequenta le avanguardie dell’ambiente culturale veneziano ricco di nomi quali Maderna, Nono, Stravinskij, Vittorini, Quasimodo, De Pisis e molti altri.

Nel 1960 lascia l’Accademia di Venezia e si stabilisce in Costa Azzurra, dedicandosi all’art della ceramica.
Negli anni successivi nascono i primi lavori murali, fra i quali Apoteosi della Tecnica per l’Istituto Editoriale di Milano e pannelli acrilici ed affreschi per due alberghi di San Martino di Castrozza.

Dopo il matrimonio del 1963, dal quale nasceranno le figlie Barbara e Monica, inizia una proficua collaborazione con l’azienda Ceramica Pagnossin di Treviso, inaugurata con il bassorilievo per le terme di Levico e proseguita fino alla seconda metà degli anni ’70.

Nel 1978 realizza il concetto di arte totale (architettura-pittura) con il progetto degli interni del ristorante Da Silvio di San Michele all’Adige: dai pannelli decorativi alle pareti, ai corpi illuminanti, a vari dispositivi ed attrezzature quali ad esempio le pietre ollari per la cottura al tavolo. Il ristorante è ora annoverato fra i beni culturali del Trentino. L’anno precedente aveva realizzato, sempre in loco, un grande pannello per la sala meeting dell’Istituto Agrario.

Negli anni ’80 il poliedrico artista realizza progetti di vario genere, fra i quali ricordiamo le 3 facciate del municipio di Carros nel cantone di Nizza, ove sperimenta una nuova tecnica a base di ossidi e cemento.

Numerosi sono i premi ed i riconoscimenti ricevuti da Schweizer, fra i quali la vittoria nella gara internazionale per le decorazioni del Palazzo del Cinema e dei Congressi di Cannes nel 1982, la medaglia d’oro alla 10° Biennale, il Premio Murano, il Cavalierato della Repubblica, conferitogli nel 2001, nonché l’affiliazione alle prestigiose Accademie trentine degli Agiati e degli Accesi.

Si spegne nel settembre 2004 a Casez, in Val di Non.

“Non sarebbe esatto, anzi limitativo, incasellarti soltanto dentro al settore della pittura. Sotto questo aspetto del tuo lavoro potresti essere definito artista-pittore come usano dire i francesi; come del resto io ritengo che sia quando si tratta di persone di autentico talento”

Testimonianza di Bruno Saetti, da Riccardo Schweizer, collana “Artisti Italiani”, Nuovi Sentieri Editore.
Junior suite
Riccardo Schweizer
da €190 *
*Prezzo a persona, trattamento Camera e Colazione

Riccardo Schweizer

1925 Mezzano di Primiero (Italia) – 2004 Casez (Italia)

Nato Riccardo Antonio Svaizer, i suoi primi lavori sono degli affreschi dipinti all’età di 11 anni e tutt’ora visibili. Prima di iscriversi nel 1945 all’istituto d’Arte dei Carmini di Venezia frequenta i corsi dell’Istituto Tecnico di Belluno.

Nei primi anni ’50 si trasferisce in Costa Azzurra per conoscere Picasso e frequenta fra gli altri anche Chagall, Legér, Le Corbusier, Cocteau e il poeta Paul Eluard.

Di ritorno in Italia e dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, insegna per un breve periodo in Trentino, ma rinuncia dopo un mese, chiamato da Bruno Saetti che lo vuol come assistente all’Accademia; vi insegna pittura e frequenta le avanguardie dell’ambiente culturale veneziano ricco di nomi quali Maderna, Nono, Stravinskij, Vittorini, Quasimodo, De Pisis e molti altri.

Nel 1960 lascia l’Accademia di Venezia e si stabilisce in Costa Azzurra, dedicandosi all’art della ceramica.
Negli anni successivi nascono i primi lavori murali, fra i quali Apoteosi della Tecnica per l’Istituto Editoriale di Milano e pannelli acrilici ed affreschi per due alberghi di San Martino di Castrozza.

Dopo il matrimonio del 1963, dal quale nasceranno le figlie Barbara e Monica, inizia una proficua collaborazione con l’azienda Ceramica Pagnossin di Treviso, inaugurata con il bassorilievo per le terme di Levico e proseguita fino alla seconda metà degli anni ’70.

Nel 1978 realizza il concetto di arte totale (architettura-pittura) con il progetto degli interni del ristorante Da Silvio di San Michele all’Adige: dai pannelli decorativi alle pareti, ai corpi illuminanti, a vari dispositivi ed attrezzature quali ad esempio le pietre ollari per la cottura al tavolo. Il ristorante è ora annoverato fra i beni culturali del Trentino. L’anno precedente aveva realizzato, sempre in loco, un grande pannello per la sala meeting dell’Istituto Agrario.

Negli anni ’80 il poliedrico artista realizza progetti di vario genere, fra i quali ricordiamo le 3 facciate del municipio di Carros nel cantone di Nizza, ove sperimenta una nuova tecnica a base di ossidi e cemento.

Numerosi sono i premi ed i riconoscimenti ricevuti da Schweizer, fra i quali la vittoria nella gara internazionale per le decorazioni del Palazzo del Cinema e dei Congressi di Cannes nel 1982, la medaglia d’oro alla 10° Biennale, il Premio Murano, il Cavalierato della Repubblica, conferitogli nel 2001, nonché l’affiliazione alle prestigiose Accademie trentine degli Agiati e degli Accesi.

Si spegne nel settembre 2004 a Casez, in Val di Non.

“Non sarebbe esatto, anzi limitativo, incasellarti soltanto dentro al settore della pittura. Sotto questo aspetto del tuo lavoro potresti essere definito artista-pittore come usano dire i francesi; come del resto io ritengo che sia quando si tratta di persone di autentico talento”

Testimonianza di Bruno Saetti, da Riccardo Schweizer, collana “Artisti Italiani”, Nuovi Sentieri Editore.
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