Camera da meditazione

Fortunato Depero

Le emozioni non mancano in questa stanza dal fascino futurista. Dopo una giornata all’aria aperta e una doccia distensiva, i caldi colori deperiani e l’allegro scoppiettare del fuoco riscaldano l’anima e il cuore. Il dipinto della montagna colorata nella veletta sopra al letto assicura un risveglio gioioso. Buongiorno Canazei!

  • Questo spazio custodisce un mondo artistico unico

    Lasciatevi guidare da chi lo racconta ogni giorno e scoprite l’ispirazione dietro la camera.

    Guarda il video
Tutto ciò che ti aspetta
  • Caminetto elettrico a vapore
  • Balcone privato con vista sulle montagne
  • Doccia con cromoterapia
  • Materassi di alta qualità
  • Minibar e cassaforte
  • Smart Tv multilingua
  • Pavimenti in legno
Ogni comfort al tuo servizio
  • Selezione di frutta all’arrivo
  • Pillow menu con selezione di cuscini
  • Soffice coperta
  • Linea cortesia con prodotti naturali di alta gamma
  • Bollitore e selezione di infusi, tè e caffè
  • Confortevoli accappatoi, asciugamani, teli sauna e pantofole
  • Rete Wi-Fi ad alta velocità, a banda larga in fibra ottica
  • Servizio di Housekeeping due volte al giorno
  • Comodo Calzascarpe con spazzola
  • Ombrello
  • Topper
  • Scelta del piumino e mise en place del letto
  • Borsa della biancheria in tessuto
  • Due coperte in lana merino Montura
  • Regolazione della temperatura in camera

Fortunato Depero

Fondo (Tn) 1892 – Rovereto (Tn) 1960

Il poliedrico artista – pittore, scultore, scenografo, illustratore, designer e costumista – nasce a Fondo in Val di Non (TN) nel 1892. Trasferitosi a Rovereto con la famiglia, frequenta l’istituto d’arte della Scuola Reale Elisabettina, fucina di molti artisti destinati a diventare protagonisti del ’900 italiano.

Dopo un infruttuoso tentativo di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Vienna, nel 1910 lavora come decoratore all’Esposizione Internazionale di Torino. Tornato a Rovereto e molto attratto dalla scultura, lavora presso un marmista locale, acquisendo quelle capacità che saranno poi presenti anche nella sua pittura “solida” e “volumetrica”.

Nel 1913 pubblica il libro di disegni, poesie e pensieri Spezzature e l’anno seguente espone a Roma, dove entra in contatto con i futuristi Balla e Marinetti. Divenuto allievo di Balla, scrive insieme a lui il manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo, portando avanti una ricerca volta a chiarire la relazione tra Futurismo e correnti artistiche contemporanee.

Nel 1915 Depero parte per il fronte, partecipando al movimento irredentista, ma, ammalatosi, viene riformato. Sono di questo periodo i suoi lavori a china sul tema della guerra, tra cui Il Mitragliere.

Rientrato a Roma, oltre alla pittura si dedica alla composizione di canzoni “rumoriste”, germoglio delle “liriche radiofoniche” del decennio successivo. Conosce, tra gli altri, Picasso – che aiuta nella realizzazione di costumi – e il poeta Clavel, per il quale illustra il libro Un Istituto per Suicidi con disegni futuristi/espressionisti. Sempre con Clavel realizza il teatro di marionette Balli Plastici, all’avanguardia sia per l’assenza di attori sia per le musiche, composte tra gli altri da Bartók e Malipiero. Con la successiva creazione dei suoi arazzi futuristi di stoffe colorate porta l’esperienza teatrale nella sua arte, definendo così il suo personalissimo stile, riconoscibile per la costante presenza di pupazzi e automi anche in pittura.

A partire dal 1918, convinto che l’idea futurista debba arrivare alle persone, abbandona l’utopia di una ricostruzione futurista – con opere relegate nei musei – per dedicarsi all’arte applicata, ispirando la nascita delle Case d’Arte Futuriste. L’anno successivo apre la propria a Rovereto, producendo mobili, manifesti pubblicitari e complementi d’arredo.

Negli anni ’20 si dedica alla pubblicità, realizzando manifesti e arazzi. Partecipa a varie mostre e crea i primi Panciotti Futuristi, indossati dai protagonisti del movimento. Nel 1927 inizia la collaborazione con la ditta Campari, alla quale aveva dedicato il dipinto Squisito al Selz. Pubblica inoltre la monografia Depero Futurista, nota anche come Libro Imbullonato. Il suo peculiare punto di vista sull’arte pubblicitaria sarà poi riassunto nel Manifesto dell’Arte Pubblicitaria.

Nel 1928 Depero si trasferisce con la moglie a New York, dove apre la Depero’s Futurist House. Oltre a esporre le sue opere, lavora in campo pubblicitario, teatrale, per locali pubblici e realizza copertine per le più importanti riviste, tra cui The New Yorker, Vogue e Vanity Fair.

Nel 1930 rientra in Italia, dove si confronta con il nuovo corso del Futurismo, l’Aeropittura. Da artista pragmatico qual è, non ne è affascinato e partecipa con sempre minore frequenza alle manifestazioni aereo-futuriste. Si emargina così progressivamente dal movimento, diventando tuttavia una figura di riferimento per le sue idee originali. Lavora intensamente in campo pubblicitario per importanti committenti industriali, commerciali e politici. Ritrova una vena creativa realizzando oggetti con il Buxus, sostitutivo del legno nel periodo autarchico del Fascismo, a cui aderisce anche per motivi di opportunità lavorativa.

Nel 1940 pubblica la sua Autobiografia e successivamente si ritira a Serrada di Folgaria (TN), interrompendo anche l’esperienza della sua Casa d’Arte. Nel 1947 rientra negli USA, dove però il Futurismo è malvisto in quanto ritenuto arte fascista.

Rientra in patria nel 1949 e, pur disilluso, continua a lavorare. Pubblica un manifesto sull’Arte Nucleare, decora e arreda la sala consiliare della Provincia Autonoma di Trento, pubblica l’Antibiennale e nel 1957 inizia ad allestire la Galleria Museo Depero a Rovereto, che apre l’anno prima della sua morte.

A partire dagli anni ’70 l’opera di Depero, in precedenza osteggiata sia per il suo filo-fascismo sia per l’appartenenza a una corrente del Futurismo considerata minore, viene riconsiderata e rivalutata, tanto che oggi il Mart di Rovereto ha riaperto la Casa d’Arte Futurista Depero quale sede museale e ha raccolto l’archivio dell’artista nel proprio Archivio del ’900.

Camera da meditazione
Fortunato Depero
da €100 *
*Prezzo a persona, trattamento Camera e Colazione

Fortunato Depero

Fondo (Tn) 1892 – Rovereto (Tn) 1960

Il poliedrico artista – pittore, scultore, scenografo, illustratore, designer e costumista – nasce a Fondo in Val di Non (TN) nel 1892. Trasferitosi a Rovereto con la famiglia, frequenta l’istituto d’arte della Scuola Reale Elisabettina, fucina di molti artisti destinati a diventare protagonisti del ’900 italiano.

Dopo un infruttuoso tentativo di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Vienna, nel 1910 lavora come decoratore all’Esposizione Internazionale di Torino. Tornato a Rovereto e molto attratto dalla scultura, lavora presso un marmista locale, acquisendo quelle capacità che saranno poi presenti anche nella sua pittura “solida” e “volumetrica”.

Nel 1913 pubblica il libro di disegni, poesie e pensieri Spezzature e l’anno seguente espone a Roma, dove entra in contatto con i futuristi Balla e Marinetti. Divenuto allievo di Balla, scrive insieme a lui il manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo, portando avanti una ricerca volta a chiarire la relazione tra Futurismo e correnti artistiche contemporanee.

Nel 1915 Depero parte per il fronte, partecipando al movimento irredentista, ma, ammalatosi, viene riformato. Sono di questo periodo i suoi lavori a china sul tema della guerra, tra cui Il Mitragliere.

Rientrato a Roma, oltre alla pittura si dedica alla composizione di canzoni “rumoriste”, germoglio delle “liriche radiofoniche” del decennio successivo. Conosce, tra gli altri, Picasso – che aiuta nella realizzazione di costumi – e il poeta Clavel, per il quale illustra il libro Un Istituto per Suicidi con disegni futuristi/espressionisti. Sempre con Clavel realizza il teatro di marionette Balli Plastici, all’avanguardia sia per l’assenza di attori sia per le musiche, composte tra gli altri da Bartók e Malipiero. Con la successiva creazione dei suoi arazzi futuristi di stoffe colorate porta l’esperienza teatrale nella sua arte, definendo così il suo personalissimo stile, riconoscibile per la costante presenza di pupazzi e automi anche in pittura.

A partire dal 1918, convinto che l’idea futurista debba arrivare alle persone, abbandona l’utopia di una ricostruzione futurista – con opere relegate nei musei – per dedicarsi all’arte applicata, ispirando la nascita delle Case d’Arte Futuriste. L’anno successivo apre la propria a Rovereto, producendo mobili, manifesti pubblicitari e complementi d’arredo.

Negli anni ’20 si dedica alla pubblicità, realizzando manifesti e arazzi. Partecipa a varie mostre e crea i primi Panciotti Futuristi, indossati dai protagonisti del movimento. Nel 1927 inizia la collaborazione con la ditta Campari, alla quale aveva dedicato il dipinto Squisito al Selz. Pubblica inoltre la monografia Depero Futurista, nota anche come Libro Imbullonato. Il suo peculiare punto di vista sull’arte pubblicitaria sarà poi riassunto nel Manifesto dell’Arte Pubblicitaria.

Nel 1928 Depero si trasferisce con la moglie a New York, dove apre la Depero’s Futurist House. Oltre a esporre le sue opere, lavora in campo pubblicitario, teatrale, per locali pubblici e realizza copertine per le più importanti riviste, tra cui The New Yorker, Vogue e Vanity Fair.

Nel 1930 rientra in Italia, dove si confronta con il nuovo corso del Futurismo, l’Aeropittura. Da artista pragmatico qual è, non ne è affascinato e partecipa con sempre minore frequenza alle manifestazioni aereo-futuriste. Si emargina così progressivamente dal movimento, diventando tuttavia una figura di riferimento per le sue idee originali. Lavora intensamente in campo pubblicitario per importanti committenti industriali, commerciali e politici. Ritrova una vena creativa realizzando oggetti con il Buxus, sostitutivo del legno nel periodo autarchico del Fascismo, a cui aderisce anche per motivi di opportunità lavorativa.

Nel 1940 pubblica la sua Autobiografia e successivamente si ritira a Serrada di Folgaria (TN), interrompendo anche l’esperienza della sua Casa d’Arte. Nel 1947 rientra negli USA, dove però il Futurismo è malvisto in quanto ritenuto arte fascista.

Rientra in patria nel 1949 e, pur disilluso, continua a lavorare. Pubblica un manifesto sull’Arte Nucleare, decora e arreda la sala consiliare della Provincia Autonoma di Trento, pubblica l’Antibiennale e nel 1957 inizia ad allestire la Galleria Museo Depero a Rovereto, che apre l’anno prima della sua morte.

A partire dagli anni ’70 l’opera di Depero, in precedenza osteggiata sia per il suo filo-fascismo sia per l’appartenenza a una corrente del Futurismo considerata minore, viene riconsiderata e rivalutata, tanto che oggi il Mart di Rovereto ha riaperto la Casa d’Arte Futurista Depero quale sede museale e ha raccolto l’archivio dell’artista nel proprio Archivio del ’900.

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