Virgilio Guidi
L’arte è poesia silenziosa ma qui sembra parlare. Esce dai quadri e si insinua nel bosco della cabina a vapore, sfiora il legno e permea l’intera stanza. E alla Locanda si può raddoppiare il piacere godendo anche dell’arte culinaria comodamente seduti davanti al panorama notturno. Non c’è che da chiedere…
- Cabina a vapore
- Balcone privato vista Col Rodella
- Materassi di alta qualità
- Minibar e cassaforte
- Smart Tv multilingua
- Pavimenti in legno
- Selezione di frutta all’arrivo
- Pillow menu con selezione di cuscini
- Soffice coperta
- Linea cortesia con prodotti naturali di alta gamma
- Bollitore e selezione di infusi, tè e caffè
- Confortevoli accappatoi, asciugamani, teli sauna e pantofole
- Rete Wi-Fi ad alta velocità, a banda larga in fibra ottica
- Servizio di Housekeeping due volte al giorno
- Comodo Calzascarpe con spazzola
- Ombrello
- Topper
- Scelta del piumino e mise en place del letto
- Borsa della biancheria in tessuto
- Due coperte in lana merino Montura
- Regolazione della temperatura in camera
Virgilio Guidi
La passione per la geometria e il disegno lo porta a frequentare a Roma in età giovanile sia i corsi dell’Istituto Tecnico sia quelli tenuti alla Scuola Libera di Pittura.
Abbandonato, nel 1908, l’Istituto Tecnico, apprende la pratica pittorica presso la bottega del decoratore Capranesi, dove rimarrà per quasi tre anni come suo primo aiutante.
Si iscrive poi all’Accademia di Belle Arti, sempre a Roma, studiando anche per proprio conto i grandi maestri italiani, fra cui Giotto, Correggio, Piero della Francesca, e i francesi Courbet e Chardin. È di questo periodo l’inizio di una riflessione sull’importanza della luce nei suoi quadri.
Nel 1913 espone le sue prime opere pittoriche e vince il concorso accademico Lana.
L’anno seguente ha l’occasione di visionare opere di Matisse e Cézanne; di quest’ultimo studia attentamente la sua forma-colore.
Per motivi economici, nel 1916 lavora per un paio di anni come disegnatore presso il Genio Civile di Roma.
Sono dei primi anni venti le sue più importanti opere figurative; nel 1922 espone alla Biennale veneziana e incomincia ad avere anche un certo successo commerciale. Il suo Tram, ora esposto alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, riscuote grande successo alla Biennale del 1924.
Nel 1927 si sposa con la scultrice Adriana Bernardi, insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove partecipa nuovamente alla Biennale, e nel 1928 presenta il suo importante testo La Giudecca.
Continua a scrivere e a pubblicare riflessioni sulla sua ricerca pittorica, espone a Firenze e nuovamente alla Biennale di Venezia, che nel 1935 abbandona per Bologna, dove insegna all’Accademia di Belle Arti.
Nel 1937 a New York viene pubblicata la sua prima monografia e a Bologna il Bollettino d’Arte. In questo periodo elabora il simbolismo antinaturalista del sintetismo.
Durante la seconda guerra mondiale inizia a comporre versi di poesia, che però pubblicherà solo alla fine degli anni ’50, e continua a scrivere di arte; nel primo dopoguerra si dedica anche alla grafica con una serie di litografie.
Espone poi nuovamente alla Biennale di Venezia, dove ha ora una sala personale, partecipa al movimento spaziale di Lucio Fontana e alla mostra Twentieth-Century Italian Art.
I cicli tematici, da sempre alla base della ricerca pittorica di Guidi, ricorrenti durante gli anni ’50 e i primi anni ’60, sono Angoscia, Figure nello spazio, Marine, Teste, Marine, Architetture umane, Riflessioni del tempo, Tumulti, Architetture Cosmiche. Successivamente altri cicli saranno dedicati a all’Albero, Figure Agitate, Figure Inquiete, Branco da branco, l’Uomo e il Cielo.
In campo poetico pubblica nel 1967 la raccolta La Ragione di Essere, nel 1979 l’Età Improbabile, e, in collaborazione con il pittore Roberto Colombo, Shambariben.
Venezia lo celebra presso la Fondazione Cini per i novant’anni, che lo vedono ancora attivo fino alla sua scomparsa, avvenuta proprio nel corso di un’esposizione delle sue ultime opere alla Galleria Il Traghetto.
Le sue spoglie riposano al cimitero monumentale di San Michele, sull’omonima isola della laguna veneta.
Virgilio Guidi
La passione per la geometria e il disegno lo porta a frequentare a Roma in età giovanile sia i corsi dell’Istituto Tecnico sia quelli tenuti alla Scuola Libera di Pittura.
Abbandonato, nel 1908, l’Istituto Tecnico, apprende la pratica pittorica presso la bottega del decoratore Capranesi, dove rimarrà per quasi tre anni come suo primo aiutante.
Si iscrive poi all’Accademia di Belle Arti, sempre a Roma, studiando anche per proprio conto i grandi maestri italiani, fra cui Giotto, Correggio, Piero della Francesca, e i francesi Courbet e Chardin. È di questo periodo l’inizio di una riflessione sull’importanza della luce nei suoi quadri.
Nel 1913 espone le sue prime opere pittoriche e vince il concorso accademico Lana.
L’anno seguente ha l’occasione di visionare opere di Matisse e Cézanne; di quest’ultimo studia attentamente la sua forma-colore.
Per motivi economici, nel 1916 lavora per un paio di anni come disegnatore presso il Genio Civile di Roma.
Sono dei primi anni venti le sue più importanti opere figurative; nel 1922 espone alla Biennale veneziana e incomincia ad avere anche un certo successo commerciale. Il suo Tram, ora esposto alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, riscuote grande successo alla Biennale del 1924.
Nel 1927 si sposa con la scultrice Adriana Bernardi, insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove partecipa nuovamente alla Biennale, e nel 1928 presenta il suo importante testo La Giudecca.
Continua a scrivere e a pubblicare riflessioni sulla sua ricerca pittorica, espone a Firenze e nuovamente alla Biennale di Venezia, che nel 1935 abbandona per Bologna, dove insegna all’Accademia di Belle Arti.
Nel 1937 a New York viene pubblicata la sua prima monografia e a Bologna il Bollettino d’Arte. In questo periodo elabora il simbolismo antinaturalista del sintetismo.
Durante la seconda guerra mondiale inizia a comporre versi di poesia, che però pubblicherà solo alla fine degli anni ’50, e continua a scrivere di arte; nel primo dopoguerra si dedica anche alla grafica con una serie di litografie.
Espone poi nuovamente alla Biennale di Venezia, dove ha ora una sala personale, partecipa al movimento spaziale di Lucio Fontana e alla mostra Twentieth-Century Italian Art.
I cicli tematici, da sempre alla base della ricerca pittorica di Guidi, ricorrenti durante gli anni ’50 e i primi anni ’60, sono Angoscia, Figure nello spazio, Marine, Teste, Marine, Architetture umane, Riflessioni del tempo, Tumulti, Architetture Cosmiche. Successivamente altri cicli saranno dedicati a all’Albero, Figure Agitate, Figure Inquiete, Branco da branco, l’Uomo e il Cielo.
In campo poetico pubblica nel 1967 la raccolta La Ragione di Essere, nel 1979 l’Età Improbabile, e, in collaborazione con il pittore Roberto Colombo, Shambariben.
Venezia lo celebra presso la Fondazione Cini per i novant’anni, che lo vedono ancora attivo fino alla sua scomparsa, avvenuta proprio nel corso di un’esposizione delle sue ultime opere alla Galleria Il Traghetto.
Le sue spoglie riposano al cimitero monumentale di San Michele, sull’omonima isola della laguna veneta.



