Xavier Bueno
Dolomia, legno di rovere e la morbida pelle del sommier fanno da sfondo agli spessori creati dalla sabbia delle opere dell’artista spagnolo. Materiali antichi per creare un ambiente di fascino e benessere che la vasca con vista sul paese illuminato rende perfetto.
- Vasca freestanding con idromassaggio
- Balcone privato vista montagna con ampia sedia in legno e seduta in pelle di pecora
- Materassi di alta qualità
- Minibar e cassaforte
- Smart Tv multilingua
- Pavimenti in legno
- Bagno finestrato
- Pietra Dolomia in camera
- Selezione di frutta all’arrivo
- Pillow menu con selezione di cuscini
- Soffice coperta
- Linea cortesia con prodotti naturali di alta gamma
- Bollitore e selezione di infusi, tè e caffè
- Confortevoli accappatoi, asciugamani, teli sauna e pantofole
- Rete Wi-Fi ad alta velocità, a banda larga in fibra ottica
- Servizio di Housekeeping due volte al giorno
- Comodo Calzascarpe con spazzola
- Ombrello
- Topper
- Scelta del piumino e mise en place del letto
- Borsa della biancheria in tessuto
- Due coperte in lana merino Montura
- Regolazione della temperatura in camera
Xavier Bueno
Figlio di un padre giornalista, è perennemente in viaggio con la famiglia, che nel 1925 si stabilisce in Svizzera, a Ginevra. Il suo talento si manifesta all’età di quindici anni, quando è già iscritto all’Accademia di Belle Arti.
Ritornato in Spagna insieme alla madre, segue privatamente corsi di pittura, frequentando nel contempo la Reale Accademia di Belle Arti di San Fernando.
A Parigi, ove si trasferisce nel 1937, espone i suoi lavori di temi del realismo spagnolo, di ispirazione classica echeggiante Velazquez, Goya, Murillo; le sue opere sono esposte anche a New York. L’anno successivo il fratello Antonio, anch’egli pittore, lo raggiunge a Parigi; è l’inizio di una collaborazione decennale fra i due fratelli.
Di nuovo trasferitosi nel ‘40, questa volta in Italia sempre con la madre ed il fratello Antonio, prolunga un soggiorno preventivato come temporaneo fino a farne la stabile residenza della famiglia.
Con Annigoni, Sciltian ed il fratello Antonio forma, nel 1947, un gruppo denominato Pittori Moderni della Realtà, in polemica con l’allora critica di stampo post-impressionista, proponendo un’arte “vera”, riproducente il più fedelmente possibile la natura. Il gruppo entra in crisi alla fine del decennio e anche le strade artistiche dei due fratelli Bueno si dividono.
La già manifestata propensione per un’arte politicamente impegnata si concretizza maggiormente nel 1953, quando Bueno aderisce con convinzione esplicita l’arte del socialismo reale. Altrettanto significativa di quegli anni è l’esperienza brasiliana del ’54, ove ritrae a china figure umane di giovani contadini e bambini, immoti in un’atmosfera piatta e irreale; il tema è quasi ripreso a cavallo degli anni ‘50 e ‘60 con la serie Bambini, simbolo di oppressione e avvilimento dell’intero genere umano.
Dopo il viaggio in Brasile la tecnica di Xavier Bueno muta e viene definita affresco su tela, stante da parte del pittore sia un utilizzo di materie addensanti quali la sabbia, sia un utilizzo del collage anche in opere figurative, dopo averlo già sperimentato nelle nature morte.
Muore nel 1979 nella sua casa di Fiesole, sulla collina di Firenze.
“Un’attenzione particolare meritano le nature morte di Bueno sollevate nello spazio senza fondo, in cui gli spessori sono creati dal ritmo degli oggetti, sottratti ad una assenza metafisica.”
Xavier Bueno
Figlio di un padre giornalista, è perennemente in viaggio con la famiglia, che nel 1925 si stabilisce in Svizzera, a Ginevra. Il suo talento si manifesta all’età di quindici anni, quando è già iscritto all’Accademia di Belle Arti.
Ritornato in Spagna insieme alla madre, segue privatamente corsi di pittura, frequentando nel contempo la Reale Accademia di Belle Arti di San Fernando.
A Parigi, ove si trasferisce nel 1937, espone i suoi lavori di temi del realismo spagnolo, di ispirazione classica echeggiante Velazquez, Goya, Murillo; le sue opere sono esposte anche a New York. L’anno successivo il fratello Antonio, anch’egli pittore, lo raggiunge a Parigi; è l’inizio di una collaborazione decennale fra i due fratelli.
Di nuovo trasferitosi nel ‘40, questa volta in Italia sempre con la madre ed il fratello Antonio, prolunga un soggiorno preventivato come temporaneo fino a farne la stabile residenza della famiglia.
Con Annigoni, Sciltian ed il fratello Antonio forma, nel 1947, un gruppo denominato Pittori Moderni della Realtà, in polemica con l’allora critica di stampo post-impressionista, proponendo un’arte “vera”, riproducente il più fedelmente possibile la natura. Il gruppo entra in crisi alla fine del decennio e anche le strade artistiche dei due fratelli Bueno si dividono.
La già manifestata propensione per un’arte politicamente impegnata si concretizza maggiormente nel 1953, quando Bueno aderisce con convinzione esplicita l’arte del socialismo reale. Altrettanto significativa di quegli anni è l’esperienza brasiliana del ’54, ove ritrae a china figure umane di giovani contadini e bambini, immoti in un’atmosfera piatta e irreale; il tema è quasi ripreso a cavallo degli anni ‘50 e ‘60 con la serie Bambini, simbolo di oppressione e avvilimento dell’intero genere umano.
Dopo il viaggio in Brasile la tecnica di Xavier Bueno muta e viene definita affresco su tela, stante da parte del pittore sia un utilizzo di materie addensanti quali la sabbia, sia un utilizzo del collage anche in opere figurative, dopo averlo già sperimentato nelle nature morte.
Muore nel 1979 nella sua casa di Fiesole, sulla collina di Firenze.
“Un’attenzione particolare meritano le nature morte di Bueno sollevate nello spazio senza fondo, in cui gli spessori sono creati dal ritmo degli oggetti, sottratti ad una assenza metafisica.”



